Dal 6 giugno 2026 è entrato in vigore il D.Lgs. n. 96/2026, che recepisce la Direttiva UE 2023/970 introducendo nuovi obblighi in materia di trasparenza retributiva e parità di retribuzione tra uomini e donne. L'obiettivo della normativa è rendere più trasparenti le politiche retributive aziendali e rafforzare gli strumenti di prevenzione delle discriminazioni salariali.
Le principali novità
Le nuove disposizioni interessano l'intero ciclo del rapporto di lavoro, dalla selezione del personale alla gestione dei dipendenti.
In fase di assunzione
Le aziende dovranno:
- fornire ai candidati informazioni chiare sulla retribuzione iniziale o sulla fascia retributiva prevista per la posizione
- non richiedere informazioni sulla retribuzione percepita in precedenti esperienze lavorative
Durante il rapporto di lavoro
I datori di lavoro dovranno garantire maggiore trasparenza sui criteri utilizzati per determinare:
- la retribuzione
- la progressione economica
- le opportunità di crescita professionale
Tali informazioni potranno essere rese disponibili anche mediante riferimento al CCNL applicato.
La normativa riconosce inoltre ai lavoratori il diritto di richiedere annualmente informazioni sul proprio livello retributivo e sui livelli retributivi medi, distinti per genere, applicati dall'azienda a tutti i dipendenti che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore, nel rispetto delle modalità previste dalla legge e della tutela della riservatezza.
Obblighi differenziati in base alla dimensione aziendale
Il decreto introduce anche specifici obblighi di monitoraggio e rendicontazione per le imprese di maggiori dimensioni, con tempistiche di applicazione differenziate e modalità operative che saranno definite da successivi provvedimenti attuativi.
In particolare, qualora dall'analisi dei dati emerga un divario retributivo tra uomini e donne pari o superiore al 5% per mansioni uguali o di pari valore e tale differenza non risulti giustificata, la normativa prevede specifiche procedure di confronto e verifica con il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali e degli organismi competenti.
Un adeguamento da pianificare fin da subito
Sebbene alcuni adempimenti entreranno in vigore in modo progressivo, è consigliabile che le aziende inizino fin da ora a verificare le proprie procedure di selezione, le politiche retributive e i criteri di gestione del personale, così da arrivare preparate alle nuove disposizioni.
Il decreto richiama inoltre il regime sanzionatorio previsto dal Codice delle pari opportunità, rafforzando gli strumenti di tutela contro eventuali violazioni.
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Ogni azienda presenta caratteristiche organizzative e obblighi differenti. Per questo motivo LIA è a disposizione delle imprese per fornire chiarimenti sulla nuova disciplina, valutare gli adempimenti applicabili in base alla specifica realtà aziendale e offrire, anche con il supporto di professionisti qualificati, l'assistenza necessaria per affrontare il percorso di adeguamento alla normativa.
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